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30/08/2011Tutto quello che devi sapere per superare un colloquio di lavoro
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Spesso è capitato di chiederci perchè qualcun altro riesce a superare un colloquio di lavoro al posto nostro, nonostante avessimo dedicato molto tempo nel prepararci. Ad avere quel posto ci tenevamo tanto e le competenze di certo non ci mancavano, ma chissà perchè un'altra persona, a cui magari non avevamo dato più di tanto credito, è risultata essere vincente....

Dovete sapere che per sostenere al meglio un colloquio di lavoro non è indispensabile soltanto elencare con orgoglio le esperienze fatte e trasmettere le nostre competenze acquisite, ma dobbiamo essere consapevoli che per essere vincenti dobbiamo esercitarci sul nostro linguaggio non verbale, ossia il linguaggio del corpo. Ebbene sì, sappiate che l'opinione che il vostro futuro datore di lavoro si farà di voi dipende dall'andamento dei primi 4 minuti di conversazione e soprattutto da un insieme di fattori che hanno poco a che vedere con le vostre capacità lavorative!

Niente paura: ora vi illustrerò le sette regole d'oro che vi aiuteranno a raggiungere il vostro obiettivo!

Innanzitutto l'impressione che darete di voi inizia con il comportamento che adotterete nella sala d'aspetto. Toglietevi il cappotto, tenete le mani unite dietro la schiena in quanto questo suscita sicurezza e dondolatevi lentamente sui talloni oppure mettete le mani a guglia. Tutto ciò esprime autocontrollo, equilibrio, forza e fa capire a chi vi guarda che siete presenti e in attesa.

Ora occupiamoci dell'entrata. Il modo in cui entrate nell'ufficio fa capire al vostro interlocutore come vi aspettate di essere trattati. Se entrerete senza esitazione, con passo medio e sicuro trasmetterete convinzione, se invece procederete a piccoli passi e con goffaggine darete l'impressione di volervene andare ancora prima di iniziare! E’ molto importante che in questa fase manteniate il passo costante, infatti solo le persone insicure cambiano andatura pur percorrendo pochi metri. Ricordate quindi che per essere influenti bisogna camminare con velocità media, facendo passi medi.

L'approccioè fondamentale. Dopo essere entrati diretti e sicuri nella stanza in cui sta per avvenire il colloquio posate la vostra borsa o valigetta e soltanto dopo stringete la mano al vostro interlocutore; viceversa potreste dare  l'impressione di volervi prima mettere comodi e solo dopo pensare a presentarvi. Non dimenticate che la stretta di mano deve essere decisa, ma curatevi di non stringere troppo la mano di chi avete di fronte. Dovete tenere a mente anche che l'intensità della stretta di mano dipende dalla forza che usa l'interlocutore, dall'intensità apportata capirete quanto potrete "osare".

Guardate il vostro interlocutore dritto negli occhi per tutta la durata del colloquio, cercando di mantenere costante il contatto oculare. Le persone insicure mentre dialogano sono sfuggenti, si guardano intorno, dando l'impressione di essere distratti da qualcosa e di non essere molto interessati alla situazione presente. Sedetevi facendo attenzione a non tenere braccia e gambe conserte, questo infatti indica chiusura e un atteggiamento difensivo. Inoltre, mentre siete seduti, cercate di orientare il corpo a 45 gradi rispetto al vostro interlocutore.

Rispettate sempre lo spazio personale dell'altro che nei primi minuti del colloquio tenderà ad essere maggiore. Se all'inizio vi avvicinerete troppo l'interlocutore si ritrarrà e si allontanerà, questo vi indurrà a pensare che è bene appoggiare il corpo allo schienale della sedia e protenderlo in avanti solo dopo i primi dieci minuti di conversazione.

Ora passiamo alla gestualità. Se volete trasmettere calma e sicurezza dovete compiere pochi movimenti semplici e intenzionali. Ricordate che chi detiene il potere non ha bisogno di muoversi molto e chi lo fa distoglie l'attenzione da sè. Se riuscite imitate la gestualità e le espressioni dell'altro: darete l'impressione di esservi sintonizzati con l'interlocutore e quest'ultimo, a sua volta, si sentirà più vicino a voi.

Arriva la fase conclusiva del colloquio. Raccogliete con calma le vostre cose, se potete stringete la mano, voltatevi e uscite. Ricordatevi che nel momento in cui state per uscire dalla stanza siete sempre osservati! Se siete un uomo assicuratevi che la parte posteriore della vostra scarpa sia pulita perchè è una zona che a volte viene trascurata, ma da molti datori di lavoro criticata!

Ricordate, infine, che se vi fanno aspettare più di venti minuti prima di ricevervi le motivazioni possono essere due: o si tratta di una disorganizzazione interna o di un gioco di potere messo in atto per sminuire lo status di chi aspetta e di conseguenza aumentare il proprio. In questo caso mantenete la calma, se avete portato con voi un libro iniziate a leggerlo e nel momento in cui vi chiameranno aspettate sempre che sia l'interlocutore a prendere per primo la parola. In qualunque caso presentatevi, sorridete, raccogliete le vostre cose e procedete all'incontro. Se chi vi riceve si scusa per il ritardo sdrammatizzate con una battuta ironica: vedrete lo avrete conquistato!

 

 

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Commenti

15/01/2012 17:08 Postato da: Luca
Indirizzo IP: 93.40.144.*
La ringrazio molto per l'articolo, chiaro ed esaustivo. E devo dire che mi è anche servito!
30/08/2011 19:52 Postato da: Serena
Indirizzo IP: 93.40.184.*
Complimenti! Articolo ben fatto, mi potrebbe servire

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Informazioni autore

Dot.ssa Beatrice Bazzacco

Beatrice Bazzacco, psicologa e specializzanda in psicoterapia familiare, abita e lavora a Roma. Attualmente collabora con la cooperativa Ibis nel progetto "Orientamento e inserimento lavorativo degli ex tossicodipendenti", svolge attività di assistenza domiciliare e lavora come libera professionista presso il suo studio privato. Per contatti e per avere ulteriori informazioni potete consultare il suo sito internet: www.romapsicologa.it

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